EDITORIA, LIBRI E LAVORO

EDITORIA E LAVORO

Dal Festival della Tv e dei nuovi Media di Dogliani, ora Torino si prepara al Salone del libro.”Dialoghi per il futuro” verso “Le meraviglie d’Italia”.Comune denominatore: i cambiamenti nel mondo dell’editoria , del lavoro degli addetti e degli strumenti utilizzati.
Nell’incantevole cornice di Dogliani ci si è fermati a riflettere sull’evoluzione della comunicazione nell’era del 2.0: un susseguirsi di ospiti e dibattti con i quali confrontare le diverse sensibilità e interpretazioni del nuovo modo di comunicare, ma anche le strategie e i punti di forza sui quali concentrarsi.
Dai giornalisti ai direttori di grandi testate nazionali, senza dimenticare qualche divo dello spettacolo o pioniere dell’arte di comunicare un modo di mangiare social. Su tutti spicca Napoletano, direttore del Sole24Ore e di tutte le testate (cartacee ed online) ad esso collegate: “bisogna puntare sui contenuti e sulla qualità per dare al giornalismo valore”, mettendo d’accordo tutti sulle sue strategie di successo delle testate e di valorizzazione del lavoro del giornalista.
Questa settimana a Torino c’è il Salone del Libro: le Meraviglie d’Italia il tema conduttore. In occasione dell’anno dell’Expo, destinato a richiamare nel Bel Paese milioni di visitatori, offre l’occasione di ripensare il nostro rapporto con l’immenso patrimonio che abbiamo ereditato. L’Italia raccoglie un bouquet di tesori: artistico, architettonico, letterario, musicale, linguistico, paesaggistico, che ha finito per comporre il carattere, l’identità, lo stile italiano, apprezzato e imitato in tutto il mondo.
Il Salone quindi, come spunto di riflessione sulla storia dell’Italia e come è stata modellata nel tempo fino a diventare il paese che è oggi, come momento fondativo di una nuova ripartenza.
Così in un susseguirsi di dibattiti, workshop e presentazioni si affrontano temi e approfondimenti con approcci differenti, dagli editori minori fino all’ “istituzionale” Treccani, passando per esposizioni di arredamenti letterari storici grazie al contributo del Fai o di incontri sulle politiche di gestione dei beni culturali con l’ex ministro Massimo Bray, Sergio Rizzo e la presidente del Museo Egizio di Torino Evelina Christillin.

Il Padiglione 1 del Lingotto torna a ospitare Officina – L’Editoria di Progetto, la sezione del Salone curata da Giuseppe Culicchia e dedicata agli editori indipendenti. Per Officina s’intende tutto ciò che concorre alla creazione e alla diffusione del libro in Italia: dagli autori ai lettori passando per editori, traduttori, redattori, librai, distributori. Un programma pensato per mettere in risalto la qualità di quel segmento dell’industria editoriale che produce libri con la passione e la sapienza dell’artigiano.
Quest’anno si festeggia anche la nona edizione dell’incubatore: “L’editoria italiana del futuro è qui”: con 31 partecipanti, rivolta alle case editrici con meno di 24 mesi di vita e non legate a grandi gruppi editoriali. Dal 2007 a oggi sono oltre 230 le giovani realtà editoriali che hanno scelto l’Incubatore come contesto privilegiato per fare la prima esperienza al Salone, iniziando così il percorso per affermarsi a livello nazionale, alcune portando a casa grandi successi.
Un ciclo di tavole rotonde per dialogare direttamente con i professionisti del settore, al fine di individuare le strategie migliori per farsi strada nel mercato editoriale, nonché grande spazio alle strategie di comunicazione nell’appuntamento con gli uffici stampa indipendenti specializzati nella promozione di opere editoriali e con gli addetti stampa di importanti case editrici nazionali. L’importanza degli strumenti 2.0 è al centro dell’incontro Piattaforme digitali per la media e piccola editoria.
Senza dimenticare l’angolo dedicato alle startup: “Book to the future”. Riservato a 10 giovani start up internazionali che offrono servizi innovativi per la fruizione dei contenuti editoriali. Un’occasione per i neoimprenditori di mettersi in gioco, in un contesto stimolante, dinamico e creativo, per affrontare la sfida del digitale tra editoria, tecnologia e una nuova fruizione dei contenuti. Grazie all’iniziativa del Salone Internazionale del Libro e GL events Italia-Lingotto Fiere, in collaborazione con il Centro per l’Innovazione di Intesa Sanpaolo, anche quest’anno le 10 aziende sono state selezionate attraverso un bando internazionale, aperto dal 15 marzo al 10 aprile.
Così 9 startup italiane e una statunitense hanno vinto per innovatività, uso originale delle tecnologie, creatività, fattibilità del progetto e capacità di ingaggio di editori e lettori .Per i vincitori, l’opportunità di partecipare gratuitamente al Salone nell’area che, da cinque anni, è la vetrina d’eccellenza per l’editoria hi tech.
Un fermento nell’editoria e nel giornalismo che risalta l’attualità del cambiamento dei mestieri e degli strumenti legati a questo settore. Oggi i ruoli cambiano rispetto al passato, e di conseguenza la ricaduta occupazionale dello stesso.
Anni fa il mestiere del giornalista rendeva molto più di adesso. L’avvento della tecnologia digitale ha permesso una liberalizzazione generale delle informazioni, ma anche una sottovalutazione del valore della professione giornalistica, che va di pari passo con la mancanza, in Italia, di un percorso universitario realmente selettivo. All’estero è facile vedere giovani giornalisti in ruoli strategici di grandi testate, a differenza del Belpaese, dove vige la precarietà. Ora i giornalisti vengono pagati pochi euro per ogni pezzo scritto, parallelamente ormai le persone sono abituate a pagare il meno possibile per l’informazione, risultato: le news online hanno la meglio, e la guerra è sulla gratuità dell’informazione stessa e sul tempismo nel darla.
Nell’Ordine dei Giornalisti sono pochi i casi di contratto di lavoro dipendente, e pochi i “fortunati” con contratti co.co.co.: le nuove fonti di reddito ora convergono le agenzie digitali e di marketing, e-commerce ed eventi. L’arma vincente non si rispecchia più in un unico modello di business, ma nella sperimentazione continua al fine di identificare la soluzione più idonea, tenendo presente che nell’era dell’informazione reale la ricerca delle opportunità fatta con i tempi della old economy non può che portare al fallimento.

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