COWORKING – INNOVAZIONE E NUOVI SVILUPPI NEL LAVORO

Siamo nell’era del co-working: il nuovo modo di lavorare, o meglio il nuovo modo di vivere il lavoro. Uno spazio condiviso, spesso open space, alquanto flessibile e dotato dei servizi utili a tutti,dalla stampante alla cucina fino ad arrivare al baby parking o aree relax fornite di ogni tipo di intrattenimento!
Negli ultimi anni questa formula è risultata vincente e sta prendendo sempre più piede: soddisfa tutte le necessità di chi lavora in autonomia, ma non si può permettere un ufficio o una sede tutta sua. Sta salvando i freelance dalla solitudine ma soprattutto dalla “domestication”. Avere un posto piacevole e stimolante dove andare a lavorare riaccende l’entusiasmo e l’operatività, condividere spazi, esperienze e competenze ne accresce il valore ancora di più.

Il coworking si può definire uno stile lavorativo vero e proprio. Si condivide uno spazio comune dotato dei servizi base utili a tutti: elettricità, affitto, stampante, cucina, sala ricreativa, sale riunioni, proiettori ecc fino ad arrivare ai più originali servizi su misura per mamme, sportivi, studenti. L’attrazione dei co – working ormai si basa proprio sui benefit che offre, rispetto ai suoi “competitors” cittadini. A seconda delle necessità può esser previsto di pagare una quota mensile, a seconda del tipo di postazione scelta, ma molti co – working prevedono anche il pagamento orario, all’insegna della libertà.
Flessibilità è la parola d’ordine, allargare le proprie reti e crearne di nuove la naturale conseguenza che ne deriva.

In Italia sono anni che si sta sviluppando questo nuovo modo di lavorare, tanto da diventare quasi una moda: gli utenti sensibili a queste nuove opportunità capiscono che non ci si può lasciar scappare un’occasione del genere. I vantaggi sono innumerevoli: risparmio, creazione di sinergie ed aumento dell’operatività stessa dell’individuo, che in un ambiente stimolante, per forza di cose, rende di più.
Così che da una “semplice”via di fuga per non stare a casa a lavorare in pigiama, il co-working si rivela una grande opportunità. Spesso gli altri co- workers sono di diverse competenze e professione, a volta anche di nazionalità: fare rete è inevitabile, che si tratti di una casuale pausa di passaggio in cucina che di un consiglio su un progetto che si sta portando avanti. E così via fino a creare, spesso e volentieri, ottime sinergie tra tutti i partecipanti, sfociando spesso in successi condivisi o addirittura nella creazione di nuove startup.

Senza contare tutte le mamme e i “mammi” che si trovano davanti la scelta di dover abbandonare il lavoro o trascurare la prole: il peso e il tempo impiegato a mantenere una famiglia va di pari passo con le spese di affitto e il tempo da passare in ufficio, come il costo a tempo di una baby-sitter. Ma perché privarsi del diritto di portare avanti la propria professione senza dover per forza stare lontano dai propri figli?
Spesso i co –working nascono in posti inaspettati: strutture dismesse, abbandonate, magari di origine industriale, che in seguito a una semplice ristrutturazione si rivelano location ideali per la creazione di spazi condivisi in cui lavorare. Loft luminosi e con ampi spazi, appartamenti che diventano vere e proprie comunità in fermento di idee, oppure vecchie fabbriche, scuole o caserme trasformate in villaggi dedicati a professionisti che lavorando, spesso, si divertono anche.
Si riqualifica tutto: outdoor, indoor, ma anche terrazze, parcheggi e scantinati che trovano nuova vita, sempre in chiave “sharing”, job, economy, meeting, lunch o relax che sia. E senza trascurare i principi “smart”di questi tempi: quindi all’insegna del riciclo, del non spreco, dell’ottimizzazione delle risorse, dei costi e dello stesso prezioso “tempo”, in un ottica di efficacia ed efficienza, condivisa.
Il PianoC di Milano, ad esempio, è uno spazio al primo piano di un palazzo in città, creato dall’unione di due appartamenti, nel quale si è ricavato una zona open space per lavorare e l’altra metà destinata ai servizi per i co-workers, come se fosse una vera casa. Qui nella main room si condividono postazioni, proiettore stampanti e prese in un lungo tavolo a ferro di cavallo, ai margini e lungo il resto della casa abbiamo la cucina, sale riunioni, sala relax e un “baby Parking custodito” che salva molte mamme, ma anche papà, perché anche la paternità in fondo può esser messa davanti a un bivio. Così mentre i genitori lavorano, qualcuno si prende cura dei loro bimbi, e nulla vieta di fare una pausa con loro o pranzare insieme alle altre famiglie!

A Torino è nato il Tag, ovvero il TalentGarden: nato nell’ex sede amministrativa del Torino Calcio che, opportunatamente ristrutturata, ha saputo sfruttare i grandi spazi per creare una location ad hoc per molti professionisti, dalla connotazione giovane e dinamica, dotato di tutti i confort. Il successo del Tag è stato talmente disarmante che si è subito pensato di avviarlo anche in altre città, così da creare una rete in tutta Italia e non solo. Oggi sono 14 le sedi sparse nel mondo: Milano, Pordenone, Cosenza fino ad arrivare a Tirana, Barcellona o New York, giusto per fare alcuni esempi. Tutte sedi dello stesso circuito, nelle quali un co – workers può appoggiarsi anche quando si trova in altre città, sentendosi a “casa”.
L’AntiCafè di Roma, invece, ha scelto la formula della tariffa oraria: con pochi euro all’ora si hanno a disposizione molti servizi indispensabili per lavorare, caffè, spuntini e frutta fresca compresi, senza limiti! Dichiaratamente aperti all’incontro, anche sporadico o casuale, per utenti di passaggio o fidelizzati. Luogo ideale per chi cerca un posto dove concentrarsi a lavorare, preparare gli esami, portare avanti la propria start up o trovare nuovi collaboratori da unire alla propria squadra, ma anche per chiacchierare con gli amici o giocare ai giochi da tavolo.
La lista è lunga, la “Co – wo Mania” è in pieno fermento e sono sempre più numerose le realtà che stanno nascendo in Italia (e non solo); con tutte le loro sfaccettature, benefit, buone pratiche e modus operandi che li ispirano, stanno creando una rete di mondo nuovo nei quali divertirsi a lavorare sempre meglio e con più profitto.

Un vero progresso, finalmente, in un’ Italia radicata nelle tradizioni ma che apre agli occhi al futuro: un nuovo mondo, un nuovo modo di lavorare, affrontando le sfide di ogni giorno ma senza perdere di vista i propri sogni e cogliendo tutte le opportunità possibili.

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